“Operazione Memoria”
Sto cercando un racconto, ma «operazione memoria» non ne è il titolo, è il processo tramite il quale recuperarlo.
Lo scrissi molto tempo fa e mi ricordo che fosse buono. Non male. Sufficiente.
Scritto con un vecchio word processor, ne avevo qualche copia stampata e vorrei recuperarlo per vedere se la mia memoria, e quella di chi se lo ricorda, è buona.
Al limite potrei rimetterci le mani perché l’idea, per quanto banale, quella sì era proprio buona.
Ma è l’ultima ratio, il cercare di ricordare cosa ci fosse scritto. Lo ricordo ovviamente, ma il mio stile nel frattempo è cambiato molto, troppo.
La sintesi ha preso talmente il sopravvento, che se lo scrivessi oggi probabilmente solo io ne potrei capire il contenuto.
Operazione memoria anche in quel senso. Potrei cercare di ricordare come si scrive in modo descrittivo senza annoiare troppo.
Il racconto, intriso di lirismo urbano come disse uno dei commentatori a suo tempo, dev’essere in questo momento sotto forma di byte sparsi in qualche floppy riposto chissà dove.
Trovato il floppy, bisognerà provvedere al recupero del file, sperabilmente apribile da un moderno editor senza troppi sbattimenti. L’originale era fatto con Wordstar 5.5, software del quale sento la mancanza ogni 2x3. Semplice, veloce, con tutto ciò che serve a scrivere, senza tanti orpelli ma funzionale alla storia.
La memoria la fa da padrona quindi e il pericolo vero è che si riveli fallace, cosa probabile, lasciando l’amaro in bocca dopo aver perso tempo, fatica e risorse nel recupero.
Ma non la memoria.






